Perché molte persone dormono fuori i negozi Apple per acquistare il nuovo iPhone?

brand di successo apple

Apple, Tesla, Harley Davidson sono tutti grandi brand che comunicano costantemente al proprio pubblico, con metodo, riuscendo così a influenzare le loro scelte. Ognuno di questi a 3 ingredienti ricorrenti e tipici dei brand di successo.

Diventare un Brand forte ed affermato non è questione di “caso”, bensì intenzionale. Con la loro comunicazione, si elevano al di sopra della concorrenza e creano il proprio pubblico affezionato.

Oggi analizziamo insieme le strategie che hanno permesso a queste aziende di diventare quello che sono oggi.

Per prima cosa dobbiamo capire cos’è e fare una distinzione:

  • Personal Brand: Si tratta dell’unione dei valori e degli obiettivi di una persona fisica che possono essere simili o diversificare dal Brand aziendale o del prodotto. (Esempio: Steve Jobs)
  • Brand aziendale: Sono tutti quei principi che identificano l’azienda e la posizionano come un’entità assestante, di vita propria rispetto alla persona che l’ha fondata. (Esempio: Apple)
  • Product Brand: In questo caso può avere dei valori simili a quelli aziendali e posizionano il prodotto. (Esempio: iPhone)

Distinguere i 3 Brand è importante e in tutti i casi serve per trasmettere al proprio pubblico la propria identità.

Pensa all’ iPhone (prodotto) e a mamma Apple (azienda).

Può succedere che una persona si ritrovi nei valori dell’azienda e compri tutti i suoi prodotti semplicemente perché è Apple, mentre altri acquistano solo l’iPhone perché magari non sposano i valori del Mac (altro product Brand).

Come hanno fatto questi Brand a prendere un posto così predominante nella nostra mente?

 

Crea il tuo “nemico”

Al centro di ogni marchio c’è un nemico;  una manifestazione di messaggi, idee e convinzioni parlate e subliminali che evidenziano come questo Brand sia radicalmente diverso dal resto.

In effetti, definire il nemico è spesso il passo più importante per diventare un brand riconosciuto, soprattutto nei mercati con pochi concorrenti.

Alla fine degli anni ’90, la famosa campagna “Think Different” di Apple ha contribuito a dare inizio al movimento: “Io sono un Mac, tu sei un PC”.

I nemici hanno lo scopo di chiarire e dividere le persone.  Creano ai follower la voglia di rivendicare la loro posizione (Pepsi vs CocaCola, Nike vs Adidas, Dave Portnoy vs Warren Buffet).

Se il tuo nemico non causa dibattito, non sei ancora atterrato su quello giusto.

Cosa differenzia il tuo Brand rispetto al tuo principale concorrente?

 

Crea la tua “Corda di Velluto”

Ti sei mai chiesto cosa spinge qualcuno a schierarsi?

In realtà, c’è poca differenza tra l’adesione a un culto religioso e un brand.  Nel suo libro “The Culting of Brands”, Douglas Atkin nota una teoria chiamata “Cult Paradox”, che evidenzia che le persone si sentono più se stesse quando fanno parte di un gruppo;  tuttavia, la spinta iniziale ad aderire è scoprire e chiarire il proprio individualismo, non trovare un senso di appartenenza con gli altri.

Questo paradosso è fondamentale per capire come sono costruiti la maggior parte dei Brand più importanti.

Quando si crea un Brand, spesso si crea una “corda di velluto”, un anello di esclusività promosso e rinforzato da influencer o personalità importanti che diffondono il “verbo” del marchio.

I nuovi membri si uniscono perché si sforzano di allineare la propria immagine di sé con l’influencer (o il gruppo) nella loro ricerca per scoprire la loro vera identità e solo in seguito si connettono all’ideologia che guida il Brand.

Questo porta un senso di urgenza nelle persone di allinearsi con i propri idoli e con il gruppo.

Sebbene ci siano eccezioni a ogni regola, i Brand che creano con successo una corda di velluto sono spesso in grado di guidare i “nuovi follower” più velocemente delle persone che si uniscono identificandosi prima con la missione del marchio.

Un esempio calzante è l’ American Express, la carta di credito per antonomasia.

Molti associano queste carte a persone benestanti e con un certo tenore di vita. Una persona con la voglia di sentirsi in questa cerchia si avvicina a questo Brand. Successivamente, unendosi ai gruppi di informazione nei vari canali social rinforza la sua idea di appartenenza e decide magari di fare degli upgrade su testimonianze dei clienti e di diventare spontaneamente un promotore.

Il tuo brand ha creato la propria “tribùdi appartenenza?

 

Crea la Curva dell’impegno

Il passo successivo nella creazione di un marchio di culto è creare la “curva dell’impegno”, il progetto di come portare le persone a diventare potenti promotori.

Più investiamo in una causa, più proviamo un senso di appartenenza ad essa.  Questa comprensione della psiche del consumatore è fondamentale per i brand che cercano di elevarsi. Più i nuovi consumatori si sentiranno coinvolti, più lotteranno per il Brand.

Spesso si crea una mappa, una sorta di linea guida, che delinea il percorso del cliente o potenziale tale dalla scoperta del Brand fino alla sua fidelizzazione.

Le curve di impegno sono più un’arte che una scienza.

Per alcuni Brand, una pietra miliare (o stella polare) potrebbe essere l’interazione con il marchio su Twitter o la condivisione di un selfie con il prodotto.  La bellezza della curva dell’impegno è che è una mappa in continua evoluzione che definisce il modo in cui il pubblico scopre e si innamora del brand.

Qual è il percorso che porta il tuo cliente a scoprirti e poi essere un sostenitore attivo del Brand?

Affermare il Brand

Ora non resta altro che iniziare a lavorare sul tuo Brand per posizionarlo al di sopra della concorrenza.

Presta attenzione che il raggiungimento del successo non è permanente e dovrai costantemente alimentare e premiare il tuo pubblico per far si che continui ad essere promotore dei tuoi valori.

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