Quale sarà il futuro e quali le strategie e gli strumenti del digital marketing nel 2021? Vediamoli insieme con questo articolo

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Il 2021 è dietro l’angolo e sicuramente porterà con sé tantissime novità, ma anche riconferme su molte realtà che anno preso piede nel 2020.

Ebbene sì. Nonostante l’emergenza sanitaria – e per alcuni versi proprio grazie ad essa – il mondo della comunicazione online ha continuato ad evolversi ed implementare nuove, importanti funzioni, alla luce dell’incremento considerevole del tempo passato davanti ai dispositivi da parte degli utenti.

Non sei d’accordo?

Prova solo a pensare alla tua cerchia di ristretta di parenti. Scommettiamo che almeno uno di questi durante il 2020 ha iniziato a fare acquisti online? Secondo le stime, in Italia c’è stato un aumento della fruizione dei canali digitali, del 40%, e degli ecommerce, del 34%.

Proviamo quindi vedere insieme quelli che sono stati e saranno i trend del prossimo anno, partendo proprio da questo punto: l’espolosione degli ecommerce.

1. Continuerà a spopolare lo shop online

Rispetto al 2019, solo in Italia abbiamo assistito ad un incremento degli acquisti online da parte dei consumatori del 26%, passando da 4,7 miliardi a 22,7 miliardi di €. Un bel salto in avanti.

Molte attività si sono trovate infatti a sperimentare questo nuovo canale di vendita. Nella quasi totalità dei casi, chi si è strutturato e ha investito già ad inizio pandemia ha beneficiato di un aumento considerevole delle vendite, ripagando con gli interessi tutti gli investimenti fatti.

D’altra parte, anche i social come Facebook, Instagram e WhatsApp non sono rimasti a guardare e, per andare incontro alle richieste degli utenti, stanno rilasciando nuovi strumenti che permettano l’acquisto direttamente sulle loro piattaforme. Nel 2021 si andrà quindi sempre più verso il social commerce, dove sarà più facile sia le persone comprare con un semplice click, sia per le aziende portare gli utenti all’acquisto. Sulle loro pagine avranno infatti nuove funzioni che, seppur più limitate rispetto ad un ecommerce vero e proprio, permetteranno di avere più conversioni.

Non per ultimo, il futuro guarda verso lo shopping da comando vocale, con Alexa, Google Home ecc. Attenzione a questi strumenti che hanno fatto impennare gli acquisti da 2 a 40 miliardi secondo le stime di OC&C Strategy Consultants.

2. Sempre più importanza alle community e ai valori essenziali

Con il primo lockdown, le persone hanno riscoperto il piacere delle cose semplici, i valori essenziali, la salute e la famiglia. In generale c’è stata una ri-sensibilizzazione del lato umano ed empatico.

Anche le aziende hanno sposato questo trend e hanno iniziato a curare le proprie community online e la customer experience. E sarà un must have nelle strategie di marketing non solo nel 2021, ma per molti anni a venire.

Guidare la persona e farla sentire al centro dell’attenzione, non trattandola come un numero, la porta ad entrare sempre più in empatia e a riporre, in fine, completa fiducia in te. Mantieni il contatto anche una volta effettuato l’acquisto (follow up). Quella persona, essendosi trovata a suo agio, penserà subito alla tua azienda quando tornerà ad aver bisogno di quel prodotto acquistato.

3. Contenuti sempre più dinamici per attirare l’attenzione: video & co.

Oltre all’importanza del contenuto e delle community (luogo), pensa anche al modo in cui vuoi veicolare un determinato messaggio.

La soglia di attenzione delle persone sui social, ma anche offline è sempre più bassa e in una giungla di annunci pubblicitari non è semplice farsi spazio.

Cosa posso fare per ritagliarmi la mia fetta di visibilità?

Dai alle persone dei contenuti che li tengano incollati più tempo possibile. Stimola la tua community con:

  • challenge (sfide) che possano essere condivise dai tuoi seguaci o clienti;
  • condividisioni di memes relativi a determinati personaggi o avvenimenti (contestualizzali sempre con il tuo brand);
  • video che parlino della tua azienda, dove ci metti – letteralmente – la faccia, mostrandoti al pubblico e facendo vedere che dietro la tua attività ci sono persone reali.

I video, in tal senso, sono decisamente il formato più efficace: stimolano, oltre alla vista, anche l’udito e attraverso questi due sensi riescono a raccontare meglio una storia e creare più empatia con chi li sta guardando.

Occhio anche ai formati: non limitarti a realizzare un video nel classico 16:9. Pensalo e struttura la storia anche per un video verticale “Instagram Story” (9:16). Questo formato infatti si sta affermando sempre più come tra i più dinamici, condivisibili facilmente fruibili dagli utenti.

Ma non basta il classico video orizzontale?

Punto primo: permettici di dire che non c’è nulla di più brutto di un video orizzontale riadattato in formato story. Tutto va contestualizzato e pensato specificatamente per un determinato luogo.

Punto secondo: in una società che naviga per oltre il 90% sui dispositivi mobili (smartphone e tablet), perché dovresti limitarti a far visualizzare il tuo video solo nella fascia centrale dello schermo, quando invece potresti riempirlo interamente con un video verticale?


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4. Futuro vuol dire sostenibilità e impegno sociale

Se c’è un’altra cosa che questo anno ci ha insegnato, quella è la cura non solo delle persone, ma anche dell’ambiente che ci circonda e del mondo in cui viviamo.

Le aziende più grandi e conosciute stanno prendendo coscienza che senza una ristrutturazione ecosostenibile e nel rispetto del pianeta, la situazione già critica in temi di climate change, si comprometterebbe del tutto.

Si è sviluppata un’attenzione e sensibilità particolare attorno ai valori ambientali, ma anche sociali, di sostegno alle economie del terzo mondo. Basti pensare a come tanti marchi blasonati abbiano sfruttato l’appuntamento del Black Friday, concedendo sconti non per aumentare i propri introiti, bensì devolvendo il ricavato a supporto di organizzazioni impegnate su tematiche sociali o ambientali.

Persino gli influencers stanno iniziando ad utilizzare i social e a sfruttare la propria popolarità per sensibilizzare ed esortare i propri followers a compiere azioni importanti in tema ambientale e di impegno sociale

Tra gli esempi più celebri possiamo citare Fedez e Chiara Ferragni, impegnati in prima linea per sensibilizzare sul rispetto delle norme anti-Covid e sulla raccolta fondi per risollevare settori particolarmente colpiti dalla crisi. Oppure la battaglia di Greta Thunberg che essendo più attivista che una vera e propria influencer, ha trovato comunque una fanbase di persone che condividono il suo messaggio. Il supporto della sua sfida nel sensibilizzare le aziende sul cambiamento climatico ha portato questa ragazza ad avere una forza mediatica tale da scontrarsi con nientemeno che l’ex Presidente degli Stati Uniti D’America, Dolnald Trump.

Insomma, una nuova filosofia “illuminata” di imprese e persone attente al sociale e sensibili all’ambiente circostante, che sicuramente avrà ancora più importanza nell’anno a venire e che speriamo continui per molto tempo.

5. Conversational marketing, vieni a noi!

Sappiamo tutti quanto crei più empatia e fiducia una conversazione, piuttosto che una semplice immagine di un prodotto.

Come detto prima, le persone amano sentirsi al centro dell’attenzione. Hanno bisogno di un’esperienza che sia personalizzata secondo le proprie esigenze.

Per questo abbiamo assistito al boom dagli acquisti provenienti da “conversational marketing legate a Messenger di Facebook, Direct di Instagram, messaggi WhatApps, solo per citare i sistemi più conosciuti.

Il punto è che attraverso una conversazione diretta, l’utente si sente rassicurato e riesce ad esaurire tutti i suoi dubbi su un determinato servizio e prodotto. È proprio per questo motivo che anche queste piattaforme di messaggistica si stanno evolvendo e automatizzando sempre più.

Messenger da tempo dà la possibilità di personalizzare l’esperienza utente, con messaggi automatici personalizzati a seconda delle domande poste, o di ringraziare per una buona recensione lasciata sulla pagina. Queste stesse funzioni saranno disponibili a breve anche sui direct di Instagram con la fusione delle due piattaforme.

WhatsApp si sta affermando sempre più come strumento basilare per le piccole attività. Attraverso la sua versione “Business”, all’interno della chat abbiamo la possibilità di impostare risposte automatiche, creare un catalogo di prodotti. Con l’ultimissimo aggiornamento e l’introduzione di WhatsApp Pay poi, possiamo pagare un prodotto o un servizio proprio direttamente dentro l’app, senza dove andare su altri siti.

Insomma, potenzialmente un sistema unico che permette di essere ancora più vicini ai clienti e di incrementare gli acquisti.

6. Nostalgia: stili e tendenze degli anni ’70, ’80 e ’90 che tornano di moda

Nel 2020 abbiamo assistito ad un importante ritorno sulla scena di molti prodotti che richiamano i decenni precedenti il nuovo millennio. Questa tendenza si è affermata non solo nella moda e nei brand di abbigliamento, ma anche nei gadgets, negli stili di comunicazione e soprattutto nell’esplosione di mercati relativi a collezioni di quegli anni.

Un esempio pratico?

Ricordate le carte collezionabili di Pokémon? Quest’anno abbiamo assistito ad una rivalutazione di queste carte con prezzi che sono decuplicati, arrivando anche a migliaia di euro per una singola carta.

Perché questa (apparente) follia?

Sostanzialmente per due fattori. La società in cui viviamo è una società estremamente mutevole e proprio per questo è difficile identificarsi e riconoscersi in essa per la velocità di cambiamento che ha.

L’incertezza di questo periodo, ci porta a riscoprire le passioni a cui eravamo legati quando eravamo più giovani. A quel tempo tutti noi ci siamo sentiti dire un “No” e abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa che desideravamo.

Ebbene, quel desiderio rimane latente e viene rafforzato dal fattore nostalgia. Questa combo diventa inarrestabile nel momento in cui il bambino cresce e diventa  un adulto con un potere di acquisto.

La conseguenza facilmente prevedibile è l’acquisto di quel prodotto che da piccoli avevamo sempre desiderato e che acquistiamo anche ad un prezzo più alto, perché il valore di quel prodotto non è più determinato dai costo intrinseco di produzione e distribuzione, ma dalle emozioni e dai ricordi che suscita in noi nostalgici.

Sarà un trend riconfermato anche nel 2021?

In una società sempre più sfuggente, avremo sempre più bisogno di un piccolo rifugio nei momenti “amarcord e negli oggetti che hanno segnato la nostra infanzia.

 

Quali altre tendenze ci saranno nel 2021, secondo te? Scrivicelo nei commenti.


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